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Berlusconi, l'unanimità e l'ennesimo morto

Avrei voluto fare come una volta, quando ero un principe del blogging (i.e. cazzeggiatore) e snocciolavo opinioni come se fossero car... noccioline appunto. Ma in questi anni ho perso molta di quella sicurezza e presunzione, ragion per cui devo limitarmi a qualche pensiero disordinato che ho provato a riannodare in questo stanchissimo week end. Sono talmente allergico al jet-lag che il passaggio all'orario legale equivale ad andare e tornare da Giove, passando per i pianetini.

Dunque. L'unanimità non mi ha impressionato. Berlusconi è unanime per natura. Lo è in quanto considera il dissenso un disturbo. Ma non mi voglio franceschinizzare con una frase piena di significati e troppo certezze, d'altronde vivo l'età del dubbio. A Berlusconi dà fastidio il dissenso che non dovrebbe esserci, quello sragionato, fuori di ogni logica, che gli fa dire: ma come? Non vedete che è meglio così?

Insomma, a Berlusconi dà fastidio il dissenso dei rompipalle, che quasi sempre identifica con i professionisti della politica, ogni giorno intenti a coltivare il loro piccolo orto fatto di relazioni, interessi, clientelismo e giochi di partito. Malvino l'ha paragonato ad Eliogabalo, probabilmente l'imperatore romano col maggior numero di rotelle fuori posto (in un'epoca di crisi, che produsse la più grande conquista giuridica del tempo: la cittadinanza romana accordata a tutti i cittadini dell'impero da Caracalla, col quale Eliogabalo spartiva due o tre gocce di sangue). Ma come è stato fatto notare Eliogabalo era un po' prigioniero delle due Giulia di famiglia e Berlusconi non sembra il tipo da stare legato alle decisioni altrui.

Tutto quello che posso dire invece è che Berlusconi sta plasmando la storia recente di questo paese e lo fa rovesciando i rapporti tra istituzioni, popolo, avversari politici e sistemi di comunicazione di massa. Non si tratta di regime, di fascismo, di socialismo, di iperliberismo. Niente. E' altro. E' talmente altro che potrebbe aspirare ad essere TUTTO. Tanto è vero che distrattamente ho sentito un discorso, uno dei peggiori nella scala FINI, dove il discorso di FINI è il migliore e il coro evangelico il peggiore, e mi è sembrato di riconoscere la voce del ministro Sacconi che un tempo si spacciava per socialista e liberale (un tipo alla Bobbio insomma), la quale voce continuava a dire che "noi del pdl siamo laici e cattolici, liberali e non so che cosa". Nulla di diverso dal tanto preso in giro "ma anche" di Veltroni.

A me non interessa francamente che il PDL, nella sua guida e nella sua classe dirigente, assuma posizioni filo-papiste, clericali, cattoliche o sensibili verso la religione e infine tolleranti, se vogliamo usare qualche gradazione di sfumature. A me interessa che non mi si prenda in giro, tutto qui. Perché certe sfumature, su determinati argomenti, non esistono. Nel caso del testamento biologico, con l'approvazione dell'emendamento presentato da quei furbacchioni dell'UDC, viene meno il principio della disponibilità insito nella potestà testamentaria. A che scopo dovrei decidere del mio destino, se non ho la capacità di dar forza a questa mia decisione? E chi sarebbe questo Quagliarello che si arroga il diritto di surrogare i miei affetti nelle decisioni finali che, speriamo di no, mi riguarderebbero? Tanto vale che scriva una lettera a Gasparri perché decida lui per conto mio e buonanotte a tutti.

Io sono veramente incazzato per questa cosa qui.

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Veniamo a noi: ho finalmente deciso che strada prendere per quella storia che dovevo raccontare. Un'elaborazione di due mesi, che si poteva riassumere in mezzora, se avessi messo assieme quei trenta secondi quotidiani che ci ho dedicato da allora. Oh... finché si tratta di sessantesimi la mia matematica è forte...

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Venerdì scorso una ragazza di 27 anni è morta sulla Sassari-Olbia. Si era laureata da poco, stava iniziando ad affacciarsi al mondo del lavoro e faceva rientro al suo paese natale. E' morta su quella strada come sono morti mio padre e altri due o tre conoscenti, oltre a un numero sconsiderato di persone che si sono materializzate, il giorno dopo, sulle pagine dei necrologi de La Nuova Sardegna.

Penso che la Sassari-Olbia, per come è messa adesso, rappresenti il fallimento morale della nostra classe politica. Speriamo di migliorare.

Pubblicato il 30/3/2009 alle 18.39 nella rubrica Diario.

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