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Eluana: la mia posizione è quella di Franceschini

Dario Franceschini, cattolico, numero due del PD, riassume meglio di altri la mia posizione. E mai avrei pensato di doverlo citare:

"Non stiamo per stabilire regole per il futuro. Qui si parla di un caso concluso con una sentenza e la decisione non può essere dello stato, ma della famiglia. Per questo il mio voto sarà per rispettare la volontà del padre".

Aggiungo: o si capovolge il principio generale accettato nel nostro ordinamento che il tutore rappresenti la volontà dell'incapace oppure non c'è via di uscita. E per conto mio, un tutore legalmente riconosciuto, nominato, legittimo, esprime la volontà dell'incapace. Se si viola questo principio, anche di fronte al pronunciamento definitivo di un giudice, io penso che il liberalismo, inteso come primato dell'individuo, sia morto e sepolto.

Sulla questione costituzionale, direi che è perfetto l'intervento di Stefano Rodotà, che smaschera le menzogne di bassa lega fatte circolare nel fine settimana scorso:

Quando la Cassazione ha ammesso il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d'appello, che autorizzava la procedura di interruzione dei trattamenti, lo ha potuto fare proprio in considerazione del fatto che si trattava di un provvedimento relativo a diritti, che assume i caratteri del giudicato e che, quindi, detta una disciplina immutabile del diritto considerato. Ed è principio indiscutibile in tutti gli ordinamenti che la legge sopravvenuta non può influire sul diritto sul quale il magistrato si è pronunciato con un provvedimento passato in giudicato.

Pubblicato il 9/2/2009 alle 11.29 nella rubrica Diario.

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