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L'avvocato, le ministre, il presidente e il suo vice

Se il Bongiorno si vede dal mattino. Per Gianfranco Fini, numero due del partito di Berlusconi, è l'avvocato Giulia Bongiorno l'identikit ideale del Ministro della Giustizia. "Per la sua indiscussa professionalità, ritengo che Giulia Bongiorno sarebbe un ottimo ministro della Giustizia". Professionalità da avvocato, aggiungo io. Rapportando le cose sarebbe come mettere alla Sanità il malato, anzichè il dottore. Berlusconi, parlando di Giustizia (uno dei 5 grandi problemi da risolvere a mio parere) ha anche aggiunto, oltre alla solita solfa su "certi p.m." che servono mezzi per i giudici. Bene, è questa la strada da intraprendere, oltre alla velocizzazione di tutte le procedure, soprattutto nella giustizia civile da terzo mondo. Alla Giustizia è meglio un politico: i tecnici, da Flick a Mancuso, passando per Conso, hanno sempre fatto discreti danni.

Insaziabili ministre: "Sessanta membri e 4 donne" per la squadra di Governo di Berlusconi. In pratica una donna per 15 membri...

Romano Prodi lascia la presidenza del PD, prima ancora di lasciare la presidenza del consiglio. Non ha fatto nulla per arrecare danno a Veltroni, non ha fatto nulla per portargli vantaggio. Non verrà ricordato tra i grandi della storia del nostro paese, ma ha avuto il merito di unire un centrosinistra inconciliabile, dando una prospettiva di governo agli eredi del partito comunista. Probabilmente avrebbe meritato miglior sorte, perché ha sempre dimostrato tenacia, ma negli anni '80 era il tecnico economico di riferimento della sinistra "cattocomunista" e questo dice molto sulla sua futura azione di governo. Il suo più grande risultato è stato aver portato l'Italia nell'euro, il suo peggior risultato è averlo fatto accettando le condizioni tedesche.

A Parma prove di salvataggio del centrosinistra. Non si è votato nella capitale del prosciutto crudo, in compenso la protezione civile ha organizzato la quinta settimana di simulazione, dedicata ai disastri idrogeologici. Sotto la finta frana si è svolta l'esercitazione in uno scenario di totale emergenza: dai primi interventi alla rianimazione di un manichino perfettamente funzionante. E' filato talmente tutto liscio che il suddetto manichino è potuto rientrare in serata a Roma, per annunciare che si preparava al ballottaggio

Pubblicato il 16/4/2008 alle 16.57 nella rubrica Satira.

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