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Diario


7 aprile 2008

Dove ha sbagliato Veltroni

Quattro mesi fa Walter Veltroni aveva una seria possibilità di recuperare il terreno perduto da Prodi nei confronti di Berlusconi. Aveva almeno 5 vantaggi strategici da sfruttare per poter gettare le basi di una clamorosa rimonta.

1) Di fronte ai problemi di divisione dell'opposizione, la scelta di andare "totalmente" da solo pagava in termini di consenso, perchè affiancava un elemento di novità alla sua candidatura (nuova solo secondo gli standard italiani)

2) L'opposizione era appunto divisa tra gli umori di Berlusconi, il fastidio di Fini, le voglie centriste di Casini e il tipico isolamento leghista. In più Berlusconi sembrava avere l'appoggio dei cespugli del centrodestra, non tutti esattamente presentabili. Berlusconi aveva già governato, risultando bocciato dopo 5 anni di governo.

3) Se fosse stato americano, considerando che Berlusconi non è nemmeno un 1/10 di quello che fu Ronald Reagan, Veltroni avrebbe sfruttato meglio il fattore età. Cosa della quale si è ricordato ultimamente, con uscite che suonano più di cattivo gusto. La virilità, la giovane età, la sanità fisica sono SEMPRE stati fattori determinanti nelle vittorie dei leader, tanto che la Storia (se qualcheduno si degnasse di leggerla, in particolare i manager della Telecom) vanta innumerevoli aneddoti sulle defaillance fisiche tenute nascoste. Il caso di Kennedy, letteralmente con la schiena a pezzi, è probabilmente quello conservato meglio, in una democrazia estremamente aperta. Lo stesso Berlusconi ha rinunciato alla cravatta ormai: che stringe troppo noi maschi lo sappiamo e tenerla allentata va bene a fine serata, quando cominciano a cantare gli uccelli.

4) Un altro errore è stato l'apparentamento con Di Pietro, che ha finito per penalizzare la forza propulsiva del partito democratico inteso come fattore di novità. Alla fine, l'ex ministro dei lavori pubblici ha sempre rimarcato le proprie posizioni, creando un ulteriore tratto di distinzione rispetto alle sfumature presenti nel PD. Sfumature, è bene dirlo, sacrosante. Un grande partito di popolo e di massa, incapace di gestire il consenso come il vecchio PCI o la vecchia DC, è di fatto un partito-comitato, che si mobilita sostanzialmente nelle campagne elettorali e che non esercita un controllo centrale del dibattito politico. Il problema del PD è alla radice naturalmente; mentre nel PDL è plausibile che il dibattito sia frastagliato, che non si affermino proposte di base capaci di portare al vertice delle candidature accettabili, nel PD l'equivoco nasce dalla fusione della matrice cattolica (peraltro minoritaria) con quella comunista, che ha clamorosamente rifiutato il socialismo europeo. In ogni caso Veltroni doveva andare da solo, ma il suo PD, tra una Binetti e un Di Pietro, rischia di riflettere le medesime contraddizioni dell'Unione. Non dobbiamo dimenticare che Prodi è stato mandato a casa da esponenti "moderati".

5) Il vantaggio più grande che Veltroni doveva sfruttare era la sua reputazione di buon governante, bravo comunicatore, uomo moderato. Ha sprecato tutto nel tentativo di apparire un po' più buon governante di quello che è realmente stato, un po' più comunicatore di quello che è veramente, e così via. Veltroni è come una bella donna che sembra promettere faville, ma che si dimostra più noiosa della vostra ex che detestavate. Il suo problema è la carenza di grinta e mordente e l'incapacità di far filtrare un messaggio: aveva discrete possibilità di vincere facendo passare almeno uno di questi 5 messaggi/vantaggi. Non c'è riuscito. Oggi non c'è un solo elettore di sinistra che abbia fatto proprie le tesi di Veltroni. Nel dibattito sui giornali o in tv non ha sfruttato il vantaggio anagrafico, non è riuscito a far filtrare il messaggio che Berlusconi è anziano, che Berlusconi ha già governato, che Berlusconi ha il conflitto di interesse. Niente di niente. Si andrà a votare nelle stesse condizioni del 2006, con la conseguenza che vincerà ancora una volta l'opposizione.


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permalink | inviato da watergate il 7/4/2008 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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