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30 ottobre 2007

Verde Boston

In teoria la notizia sarebbe che quest'anno si è aggiunto Belinelli a Bargnani, ma alla vigilia della nuova stagione NBA è il destino di Kobe Bryant a destare attenzione. Ovunque andrà sarà un affare per chi lo prende, anche se lo scambi con mezzo roster. A proposito di scambi dichiaro da principio il mio tifo per i Boston Celtics, sperando che il trio Allen - Garnett - Pierce dia spettacolo e porti la squadra abbastanza avanti. Dubito che potranno vincere l'anello, ma una finale di Conference non è impossibile con che K.G. sul parquet. A proposito di Kobe - il miglior giocatore dell'era post-Jordan - ecco un bellissimo video delle sue 10 migliori schiacciate (anche queste di Carter non sono male, a dire il vero).


27 ottobre 2007

Dal singolo all'album, dall'album all'mp3. Come il mercato condiziona la musica.

Il 1967 fu un anno fantastico per la storia della musica popolare. Viene ricordato per la pubblicazione di album decisivi, per il valore d'indirizzo dato alla controcultura, per gli splendidi colori pastello dell'estate, prima di calare nel buio opprimente della contestazione. Quaranta anni fa mentre i Beatles ultimavano Sgt. Pepper's, i Pink Floyd iniziavano le registrazioni del loro album d'esordio, recentemente celebrato con un'edizione speciale. Quaranta anni fa, di fatto, fu dato il segnale alla prima vera e propria rivoluzione del mercato musicale. I Beatles ci avevano già provato con Revolver e Frank Zappa stava facendo le medesime cose con Freak Out! dall'altra parte dell'Oceano, ma il concetto era il medesimo, seppure abbozzato: liberare la musica dalle strettoie della forma-singolo (il 45 giri) per riversarla, priva di argini, sul più largo formato del LP (il 33 giri). Nell'ambito del mercato si era davanti a una rivoluzione.

    I Beatles cominciarono a concentrarsi su un progetto di "vita comune" riguardante i luoghi della loro infanzia: prima doveva essere Revolver (che invece risentiva troppo della spregiudicata fantasia indotta dalle droghe), poi doveva essere l'album intorno a Penny Lane e Strawberry Fields Forever, infine non fu nemmeno Sgt. Pepper's, che in ritardo nei lavori, dovette presentarsi, in pratica, privo di singoli. La convenzione del mercato inglese non prevedeva, allora, di estrarre i singoli nello stesso anno solare dell'album. Anzi, come regola si pubblicavano i singoli e poi si registrava l'album, con un procedimento inverso a quello conosciuto fino a pochi anni fa (si registra un album intero, si estraggono due o tre singoli di lancio). I produttori avevano fretta, pensavano di sfruttare l'onda lunga del singolo, raccogliendo dei riempitivi per confezionare un mini album della durata di mezzora o poco più, fatto da canzoni usa-e-getta. Tutti i primi album dei Beatles, a dispetto delle notevoli intuizioni, seguono questo solco. Con Rubber Soul si nota già una discreta unitarietà, l'album è meno intuitivo, più pensato, ma vive, ovviamente, della forza di canzoni immortali come In My Life, Nowhere Man, Drive My Car. Con Revolver abbiamo un bagliore più convinto, ma è con Sgt. Pepper's che i Beatles mettono da parte la forma canzone, per dedicarsi all'album. Un prodotto che dominerà gli anni Settanta, prima di lasciar spazio al videoclip, negli anni '80.

    Per uno strano paradosso in questi anni la musica è tornata alla forma canzone, grazie alla larga diffusione dei sistemi digitali (il cd consente il salto da un solco all'altro, quasi impossibile nel giradischi) e alla compressione in file MP3. Di conseguenza il mercato dei singoli ha preso prepotentemente quota - lanciato anche dalle suonerie dei cellulari - rimettendo all'angolo la forma album, più espressiva e meditata. Grazie all'MP3 l'album torna ad essere dunque il contorno di due o tre singoli abbastanza riusciti: nonostante la grande qualità la rivoluzione del 1967 è quasi fallita, dominata dalle esigenze del mercato. Tra le poche eccezioni annoveriamo solo il caso dei Radiohead.
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