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21 ottobre 2008

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3 novembre 2007

Juventus-Inter senza stereotipi

Non è possibile giocarsi Juventus - Inter su un piano meramente tattico. La gestione di una partita di vertice come questa impone ai tecnici di leggere lo svolgimento "a momenti", interpretando lo spirito della battaglia e assumendo decisioni consequenziali. Non sono bravo a fare pronostici, ho visto tutte le partite dell'Inter, in pratica, e tre della Juventus. Per il resto mi sono affidato a qualche sintesi, qualche resoconto, qualche commento. Niente di oggettivo dunque e nulla di impegnato o di impegnativo. Ci sono degli aspetti extra-calcistici che si sono voluti amplificare, pur di metter pepe a una sfida fin troppo sapida, contrassegnata da duelli personali, "vendette", "dimostrazioni di forza" e via discorrendo. Ho letto la previsione tattica di Carlo Nesti e mi domando se certi giornalisti si preoccupino di guardare le partite, invece che commentare gli highlights.
Da parte mia ho un approccio numerico al gioco del calcio, analizzo le statistiche e giudico le prestazioni di una squadra rispetto ai risultati ottenuti. Delle formule del "bel gioco" me ne frego, specie se si tratta di un contropiede velocizzato e raffinato.

Dal mio punto di vista Inter e Juventus sono squadre estremamente produttive e al di là del rapporto tra singoli giocatori, in una determinata situazione di gioco possono equivalersi. Il mestiere dell'allenatore, dopotutto, impone semplicemente di capire quelle situazioni, per rovesciare il campo di battaglia. Il segreto del calcio è la superiorità numerica nella zona della palla. Questa regola generale può essere ulteriormente capovolta, quando la differenza viene fatta dai singoli. In questo senso si può dire che l'Inter ha mezza squadra di vantaggio. Uno pensa al duello Legrottaglie-Ibrahimovic e sorride. Ma non sarà questa la sfida.

La Juventus crea in tre partite ciò che l'Inter fa in una. Tra la gara col Palermo e quella col Genoa l'Inter ha segnato quattro gol, sciupando almeno altre otto occasioni nitide per segnare. In compenso ha rischiato si e no di prendere un gol, che poi ha preso (in una situazione di doppio vantaggio). La Juventus, come ogni squadra di Ranieri, si basa sul sacrificio dei singoli e su un gioco finalizzato a fornire palloni a Trezeguet, viene chiesto un raddoppio continuo sulle fasce, anche a giocatori offensivi come Nedved, Camoranesi o Palladino. L'Inter ha un gioco difensivo straordinario: arretra all'unisono con i centrocampisti e gli attaccanti, aggredendo sistematicamente tutti i portatori di palla, per poi risalire col possesso palla, per attivare quattro-cinque opzioni offensive. Per fare questo Mancini non segue un dogma e non è vittima di un singolo schema o di un singolo giocatore (come Spalletti nella Roma o Pirlo nel Milan), è molto flessibile, varia spesso modulo, fa scelte drastiche, spesso non comprese da chi si abbuffa di nomi e non di numeri (che nel calcio sono la sostanza). La gara perciò sarà molto equilibrata e non perché la Juve sopperirà con la famosa grinta (quale? Quella dell'era Ventrone? Chiamala grinta...) al deficit tecnico. Sarà equilibrata perchè si troveranno di fronte due schieramenti speculari; la differenza potrà essere fatta più che dalla singola giocata, dalla capacità delle squadre di difendersi.

Non si illuda l'Inter, di schiudere il fortino juventino, palleggiando beatamente sulla tre quarti. Ci saranno molti falli, molte punizioni e un gioco maschio in ogni zona del campo. Ma non si illuda la Juventus, che non ha mai incontrato una squadra così forte negli ultimi 18 mesi, di affidarsi al fattore carattere. L'Inter inizierà lenta, per poi guadagnare metro su metro, fino a comprimere l'avversario, con il vantaggio di avere un grande secondo tempo nelle gambe e una forza sconosciuta ai bianconeri sulle palle alte. La Juventus, per non perdere, dovrà perciò curare molto le fasce, l'Inter non dovrà concedere punizioni a Del Piero e tanto meno sbagliare la linea del fuorigioco. Se limiterà gli errori, sfonderà con tutto il suo potenziale offensivo.

 --- Quell'inutile sestina di Sivori: un Juventus - Inter di ieri ---

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