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20 ottobre 2005

43 SECONDI PER NON MORIRE.

A REGGIO EMILIA E BOLOGNA GLI SCRUTATORI RESPINGONO L'ORDA DEGLI ELETTORI DELL'UNIONE, IN MEDIA UNO OGNI 43 SECONDI. ADDIRITTURA EPICI DALLE 19 ALLE 22: RICEVONO UN ELETTORE OGNI 28 SECONDI. PISANU ADOTTI IL MODELLO PRIMARIE PER RIFORMARE L'ELECTION DAY E RISPARMIARE SOLDI, COME VUOLE PRODI.


Storie di scrutatrici e scrutatori.

Romano Prodi a volte ci prende, diamogliene atto. La questione dell’Election Day, una prassi voluta da questo governo, dimostra che Romano Prodi al paese ci tiene. Si perdono 350 miliardi delle vecchie lire, tuonano dai corridoi dell’opposizione. Ma bando alle ciance. Se proprio Berlusconi non fosse d’accordo, io credo che il Governo farebbe bene a vagliare soluzioni alternative.

Come tutti sappiamo dal 1994 c’è stato lo sdoppiamento della giornata elettorale, in favore di una riduzione delle sezioni elettorali, pari a 2/5 del totale su tutto il territorio nazionale. Si voleva risparmiare e nel contempo evitare i pericolosi assembramenti ai seggi, fonte di ritardi nell’elaborazione dei dati. Questo trend è stato confermato negli anni
successivi. Dando un’occhiata ai dati elettorali delle ultime europee, per 2 giorni di votazione (e 22 ore complessive di voto), sono andati a votare circa 33.000.000 di cittadini italiani (voti validi 32.579.869), distribuiti su 65.878 sezioni, con una media di circa 500 elettori per sezione. Spalmati sui due giorni, questi 500 elettori fanno addormentare anche i più audaci scrutatori. Si può andare in discoteca e tornare, perché si ha una media nazionale di un elettore ogni 3 minuti. C’è il tempo di farsi un caffè, abbordare le scrutatrici, spedire un sms, giocare a risiko, consegnare i dati, votare e salutare. Naturalmente se volessimo eliminare la giornata di lunedì, venendo incontro alle nobili esigenze di Romano Prodi, si dovrebbero scontare le 7 ore di voto. Ebbene, non cambierebbe molto. Con quel numero di sezioni e quell’affluenza lì avremmo un elettore ogni 2 minuti. Si può evitare di giocare a risiko e farsi il caffè, ma ci esce il messaggino e l’abbordata tattica alla scrutatrice. È chiaro che alle politiche ci sarebbe un bell’incremento di votanti, magari 4 o 5 milioni in più, e questo ci riporterebbe – sui due giorni – a quell’elettore ogni 2 minuti che si sopporta tranquillamente.

Dato che non è possibile risparmiare un giorno, si potrebbero aumentare le sezioni, ma si spenderebbe in scrutatori e rappresentanti di lista. Insomma, la coperta è corta, tagli da una parte e aggiungi dall’altra. A meno che… a meno che… non chiami in causa gli scrutatori dell’Unione, quelli delle
Primarie. Si tratta di una razza nuova, venuta su non si sa come, che può vantare risultati professionali che farebbero impallidire chiunque (o far drizzare le antenne di Guariniello). Se ci si affida ad essi si può ragionevolmente pensare di mettere in atto dei tagli significativi, in modo da risparmiare molto più dei 150 milioni di euro paventati da Prodi. A mezzanotte avremmo i risultati certi, poche schede contestate, file tutto sommato contenute e scherzose, e soprattutto una marea di votanti in poche selezionate sezioni. Prendete gli scrutatori di Livorno. Hanno piazzato 79 seggi in tutta la provincia, gestendo 53.666 votanti. Una media di 679 votanti per sezione, ma naturalmente spalmati su 14 ore di voto. Sono stati formidabili, non c’è che dire, poiché hanno dimostrato di poter reggere l’urto di un elettore ogni minuto e venti. Che vuoi che sia? Direbbe qualcuno. Si è trattato di dare gli estremi della carta d’identità, prendere la scheda, entrare nella cabina o cosa ne fa le veci, mettere una croce, riconsegnare la scheda e salutare. In un minuto e venti si può tranquillamente fare, specie se si è anziani e vogliosi anti-berlusconiani. Poveri scrutatori livornesi: non un secondo di tregua. Tutto il giorno così, a tamburo battente. Fatto sta che mettendo i produttivi scrutatori livornesi al posto dei normali sorteggiati scrutatori, cominceremmo a risparmiare qualcosa (4-5 ore, forse la giornata di lunedì). Credete che non si possa fare meglio? Vi illudete. Spostiamoci a Firenze, poco più in là. Gli scrutatori fiorentini hanno ricominciato a mangiare la bistecca, è chiaro. C’è qualcosa di bovino nella loro grande prestazione: 155.897 votanti distribuiti su 180 seggi. Facendo due calcoli spicci si capisce che sono andati a votare, in media, 866 elettori per sezione, su 840 minuti di votazione a disposizione. Una fila immane costituita davanti a scrutatori velocissimi… qualcosa non torna. Ma no, mi dico io, pensandoci bene. È vero, ha votato un elettore ogni 58 secondi, ma ti dico che si può fare. Si forma la fila ma si vota veloce, una specie di telepass, fidati Watergate. Arriva il ragazzo, toglie la carta d’identità, consegna gli estremi, la scrutatrice capisce subito al volo, scrive, ti danno la scheda, metti la croce, paghi l’euro o firmi una ricevuta e hai fatto. Nel frattempo, i nostri scrutatori fiorentini si mangiano un’altra bistecca e fanno le fotocopie, perché la fila si ingrossa, nonostante la brevissima attesa di 58 secondi a persona. E così per tutto il giorno. Come si dice? Stressati, ma contenti.

Ecco, mettendo a disposizione dell’Interno gli scrutatori fiorentini, possiamo già togliere di mezzo il lunedì e dimezzare i costi. Ma dite che non si possa fare meglio? Vuoi vedere che in Emilia-Romagna se li mettono in tasca questi astuti toscanacci! E infatti spostiamoci di poco più a nord e vediamo quanto si può risparmiare. A Ravenna, su 68 sezioni, hanno votato 65.193 elettori. Anche qui siamo quasi all’uno diviso uno: 959 elettori per sezione. I ravennati sono forti. A colpi di piadina sono scesi a un elettore ogni 52-53 secondi, in pratica. Ma si sa: i romagnoli sono tosti, ci sanno fare, tra un bicchiere di sangiovese ed una bionda, ci scappa pure il voto. Ma non invidio gli scrutatori e le scrutatrici di Ravenna: una giornata senza tregua, senza un secondo di riposo, con delle file lunghe che non si smaltiscono mai, nonostante la sempre più breve attesa. A Modena invece sanno il fatto loro, in termini di velocità. La Ferrari è di casa e si va più spediti che mai: votanti 102.798, seggi 105, media di elettori per sezione 979, diviso il numero di minuti a disposizione (840), abbiamo un elettore ogni 51 secondi. Straordinari. Chiamiamoli no?

Con i Modenesi siamo arrivati a poter eliminare anche uno scrutatore dal computo spese dell’Election Day. Sta a vedere che possiamo fare di meglio. Cosa dici Francesco? Mi stai dicendo che hai fatto una simulazione rapida? Ah si? Francesco mi ha detto che, volendo, si può fare tutto in 38 secondi. Sempre che gli spazi da coprire siano minimi: arrivi con la carta d’identità in mano, consegni i dati, butti al volo l’euro, entri nella cabina, metti la croce (tu, elettore anziano, vispo e dalla vista perfetta, che sai aprire e richiudere la scheda come nessun altro), esci, saluti e vai via senza intralciare la strepitosa fila (che misteriosamente si forma nonostante 51 secondi d’attesa). Dici che non si può fare? Ti sbagli.

Andiamo a Bologna, infatti, capitale morale dell’Unione. Là gli scrutatori sono davvero ben allenati. Si fanno certe scarpinate tra viale Indipendenza e Piazza Maggiore, che non possono non offrire certe prestazioni: 155.010 votanti distribuiti su 135 seggi. Ah… qui siamo sotto l’uno diviso uno, qui siamo a 1148 votanti per sezione, cioè un votante ogni 43 secondi. Visto Francesco? A Bologna sono arrivati a toccare il tuo modello matematico! Ci sarà qualcosa che si può fare per arrivare almeno a un elettore ogni 40-41 secondi, incessantemente. Francesco, vieni qui, diamo un’occhiata a Reggio Emilia, che mi dici? Sono stati perfetti ah? 91.830 votanti su 79 seggi, fanno 1162 votanti per sezione. Quindi calcoliamo, ma bene adesso, perché se ci avviciniamo al modello matematico diciamo a Pisanu di fare tutto in 14 ore, basta che arrivino i reggiani. Quindi… 14 ore di voto, 840 minuti, 50.400 secondi diviso 1162: azzo, maledetti reggiani, sempre 43 secondi! Dobbiamo arrenderci a questa soglia.

Poi però a Francesco è venuta l’illuminazione: ma watergate – mi dice, con occhi diffidenti – stiamo sempre parlando di medie. È possibile che in qualche parte, a Reggio Emilia o Bologna, ci possano essere stati scrutatori ancora più veloci? Una media è una media e 43 secondi si possono ottenere sommando venti secondi con un minuto, gira e rigira. È vero, rifletto tra me. Magari gli scrutatori potrebbero aver avuto una pausa lunga un minuto (un’eternità per loro), ma poi si fossero trovati a gestire due elettori in
40 secondi! Perbacco, rintracciamoli subito che risparmiamo. E già che ci siamo, visto che siamo sardi, chiamiamo pure Beppe Pisanu. Se mettiamo un euro ad elettore vuoi vedere che con Prodi ci guadagniamo?
 

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